BONUS CASA spiegato facile: 7 cose da sapere prima di ristrutturare

Ristrutturare casa significa pensare a lavori, preventivi, imprese e tempi. Ma ci sono ulteriori riflessioni che spesso ci si fanno quando ormai è "troppo tardi":

  • Ci sono agevolazioni fiscali a cui posso accedere?
  • Cosa devo fare per ottenerle?
  • Quanto posso recuperare fiscalmente?

La risposta non è sempre uguale. Le agevolazioni per gli interventi edilizi sono cambiate nel tempo e, soprattutto, dipendono dal tipo di immobile, dai lavori effettuati, da chi sostiene la spesa e da come viene effettuato il pagamento.

Per fare un po' di chiarezza, ecco il "Bonus Casa spiegato facile", un blog interamente costruito a partire dalle domande più frequenti. 

1. In cosa consiste il Bonus Casa?

"Bonus Casa" è il nome con cui viene identificata la "detrazione per il recupero del patrimonio edilizio" che consente di recuperare attraverso l'Irpef una parte delle spese sostenute per determinati interventi realizzati su abitazioni e parti comuni di edifici residenziali.

Non si tratta quindi di uno "sconto immediato" sulla fattura: la detrazione viene utilizzata nella dichiarazione dei redditi e, in generale, viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

2. Quanto si può detrarre nel 2026?

Questa è probabilmente la domanda più importante e la risposta richiede di distinguere diverse casistiche che comprendono il tipo di abitazione e l'anno in cui si sono sostenute le spese di ristrutturazione.

Per le spese sostenute nel 2026:

  • ABITAZIONE PRINCIPALE
    50% di detrazione, fino a 96.000 euro di spesa, se i lavori sono sostenuti dal proprietario dell'immobile o da chi possiede un diritto reale di godimento.
  • ALTRI CASI
    36% di detrazione, sempre fino a 96.000 euro di spesa.


Per il
2027 le percentuali scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%,

Dal 2028 al 2033 la detrazione prevista sarà del 30%, con un limite di spesa di 48.000 euro.

È chiaro, dunque, che chi ristruttura prima, avrà agevolazioni migliori.
Per fare un esempio, nel 2026, se si possiedono i requisiti per la cosiddetta "detrazione maggiorata" del 50%, su una spesa ipotetica di 20.000 euro si potranno recuperare 10.000 euro complessivi, suddivisi in 10 rate annuali. Nel 2028, invece, sulla stessa spesa di 20.000 euro, con una detrazione prevista del 30%, si potranno recuperare 6.000 euro complessivi, sempre suddivisi in 10 rate annuali.

3. Chi può richiederla?

Non soltanto il proprietario.

La detrazione può spettare, rispettando le condizioni previste:

  • chi possiede o detiene l'immobile sulla base di un titolo idoneo, come usufruttuari, locatari e comodatari;
  • il familiare convivente del proprietario o del detentore che sostiene effettivamente la spesa;
  • il convivente di fatto.

La regola fondamentale, però, è semplice: chi vuole utilizzare la detrazione deve essere effettivamente colui che sostiene la spesa e deve poterlo dimostrare attraverso fatture e pagamenti.

4. Quali lavori rientrano nel Bonus?

Qui bisogna fare attenzione: non tutto ciò che viene comunemente chiamato "ristrutturazione" dà automaticamente diritto alla detrazione.

Per le singole abitazioni sono agevolabili, in particolare:

1. Manutenzione straordinaria: interventi che modificano o sostituiscono parti dell'edificio, anche strutturali, senza alterarne la volumetria complessiva.

Ad esempio: rifacimento del bagno con spostamento dei sanitari e delle tubazioni, sostituzione degli infissi o interventi di modifica degli impianti.

2. Restauro e risanamento conservativo: interventi finalizzati a conservare l'edificio e recuperarne le caratteristiche, migliorandone al tempo stesso funzionalità e condizioni.

Ad esempio: recupero della facciata di un edificio storico, ripristino di elementi architettonici originali o interventi per eliminare problemi di umidità e garantire una migliore conservazione dell'immobile.

3. Ristrutturazione edilizia: interventi più incisivi che possono modificare l'organismo edilizio, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa.

Ad esempio: demolizione e ricostruzione di un edificio, modifica della distribuzione interna con interventi strutturali o trasformazione sostanziale di un immobile attraverso opere che ne modificano caratteristiche e funzionalità.

* Tra gli altri interventi che possono rientrare nell'agevolazione troviamo: opere per eliminare le barriere architettoniche, interventi antisismici, lavori per il risparmio energetico e l'installazione di impianti fotovoltaici destinati al servizio dell'abitazione, oltre a interventi di messa a norma e bonifica dall'amianto.

E la manutenzione ordinaria? È generalmente agevolabile quando riguarda le parti comuni degli edifici residenziali.

5. C'è un modo corretto per pagare?

Assolutamente sì. E questo è uno dei passaggi da non sottovalutare.

Per ottenere la detrazione, i pagamenti delle spese devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale dedicato, dal quale risultino:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • la partita Iva o il codice fiscale del soggetto che riceve il pagamento.

Inoltre, è importante conservare la documentazione che dimostra le spese sostenute.

La mancata esibizione di fatture, ricevute o della documentazione richiesta può compromettere il riconoscimento dell'agevolazione.

6. Il Bonus Casa è l'unica agevolazione?

No. Ed è proprio qui che la questione può diventare interessante.

Ad oggi la normativa prevede, accanto alla detrazione per le ristrutturazioni, diverse altre agevolazioni legate agli interventi edilizi.

Tra le principali:

  • IVA agevolata al 10%: prevista, in determinati casi, per lavori di manutenzione, recupero e ristrutturazione edilizia.
  • Bonus mobili: consente, quando ricorrono i requisiti previsti, di detrarre parte delle spese sostenute per mobili ed elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di interventi agevolati.
  • Acquisto di box e posti auto pertinenziali: è possibile beneficiare di una detrazione per alcune spese sostenute per la realizzazione o l'acquisto di un box o posto auto pertinenziale.
  • Bonus barriere architettoniche: riguarda specifici interventi finalizzati a eliminare le barriere architettoniche, come l'installazione di ascensori o altri sistemi che facilitano l'accessibilità.
  • Detrazione degli interessi sul mutuo: in presenza dei requisiti previsti, è possibile detrarre parte degli interessi passivi di alcuni mutui destinati alla costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale.

Anche in questo caso però ogni agevolazione ha requisiti, limiti di spesa, modalità di pagamento e documentazione specifici diversi in base alla casistica e all'anno in cui si sostengono le spese.

7. E se vendo casa prima di aver utilizzato tutta la detrazione?

Se l'immobile viene venduto prima che siano state utilizzate tutte le quote della detrazione, le quote residue vengono generalmente trasferite all'acquirente, salvo che nell'atto di compravendita venga previsto diversamente. Quindi, quando si vende un immobile ristrutturato, è importante ricordarsi anche delle detrazioni ancora da utilizzare!


* La regola più importante: non fermarsi alla percentuale

Quando si parla di Bonus Casa, la domanda "quanto posso detrarre?" è solo l'inizio.

Prima di iniziare i lavori è necessario verificare:

  • Se l'intervento è agevolabile;
  • Chi sostiene la spesa;
  • Quale percentuale si applica;
  • Quali documenti servono;
  • Quali dati inserire nei pagamenti e come inserirli.

Attenzione anche ad un ultimo aspetto: per chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro, dal 2025 è previsto un limite complessivo agli oneri e alle spese detraibili, secondo le regole introdotte dall'articolo 16-ter del TUIR. Nel calcolo rientrano anche le spese per gli interventi edilizi.

In sintesi: il Bonus Casa può essere un'opportunità importante, ma non è un automatismo. Prima di ristrutturare, conviene capire quale agevolazione si applica al proprio caso e quali regole bisogna rispettare per non perdere il beneficio.

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